A cura di:

Mario Craviotto, Osteopata D.O.m.R.O.I.

 

L’Osteopatia è nata, in Italia, alla fine degli anni ’80 e si è rapidamente diffusa nel nostro Paese, così come in Europa e nel resto del mondo.

Oggi gli Osteopati italiani sono più di cinquemila, alcuni dei quali medici.

L’Osteopata italiano, allo stato attuale della legislazione in materia, acquisisce un titolo rilasciato da Scuole private, con un percorso formativo che varia dai 3 ai 6 anni.

La professione è, dal punto di vista fiscale e amministrativo, riconosciuta anche se, non essendo inclusa nelle professioni sanitarie, prevede il rilascio di ricevuta con addizionale IVA al 22%.

L’Osteopata non medico, infatti, può a tutti gli effetti, esercitare la professione purché non incorra nel difetto di “abuso della professione medica, fisioterapica, ecc”…

L’Osteopata, infatti, non fa diagnosi di malattia, non prescrive né somministra farmaci e non interferisce con i protocolli terapeutici medici e farmacologici.

A esso è deputato il compito di applicare esame e diagnosi osteopatica specifica, basata sui principi e la filosofia tipica della disciplina osteopatica, nonché su tests e tecniche di approccio che appartengono unicamente alla conoscenza della materia.

Campo d’ intervento dell’Osteopatia è, elettivamente, quello della prevenzione – in ogni ordine di età – e/o di collaborazione con altre discipline al trattamento di sindromi disfunzionali ma, beninteso, sempre rimanendo all’interno della specificità della disciplina.

L’Italia rimane uno dei pochi Paesi in Europa a non avere ancora completato l’iter normativo sulla materia “Osteopatia” e, ancora, non si vede un traguardo ragionevolmente vicino.

Le Scuole di Osteopatia affiliate al ROI e alcune altre che introducono concetti nuovi e in linea con l’iter normativo affrontato e concluso negli altri Paesi, fanno il possibile per essere pronte all’appello del Legislatore, al fine di garantire agli allievi un percorso adeguato alla normativa internazionale e di potere ottenere il riconoscimento della propria professionalità secondo le norme che sono, oggi, maggiormente in uso.

Ci auguriamo che il Legislatore riesca a regolarizzare, in Italia, la figura dell’Osteopata e la sua professione e che si possa augurare alla popolazione “Buona Osteopatia”!

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